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L’allungo (draw lenght)

Sequenza di tiro
               

L’allungo (draw lenght)

Come le scarpe di una misura non giusta per il proprio piede non permettono di sentirsi a proprio agio nel camminare, così un arco con un allungo non adatto alle proprie caratteristiche non permette all’utilizzatore di tirare senza problemi e di raggiungere pienamente il proprio potenziale nel tiro.

L’allungo è definito dalla AMO come la distanza, alla completa apertura dell’arco, dal punto di incocco al punto più avanzato dell’ impugnatura, più 1¾ pollici.

Per trovare la misura dell’allungo AMO si può partire da una formula teorica, che è abbastanza esatta ma che dovrebbe essere sempre poi confermata col metodo indicato più avanti.

L’arciere si deve mettere in piedi con le spalle contro un muro ed allargare il più possibile le braccia all’altezza delle spalle, col palmo delle mani rivolte in fuori. Si deve misurare la sua apertura, cioè la distanza esistente fra le punte delle due dita medio. In base a questa misura si determina l’allungo, tenendo come base di partenza il seguente rapporto:

apertura delle braccia : 71 pollici (cm 180) = allungo (AMO) : 28 pollici (cm 71,10)

Per ogni pollice (cm 2,5) di apertura in più o in meno aggiungere o sottrarre mezzo pollice (cm 1,25) all’allungo.

Allungo AMO

Esempi: apertura 72”, allungo 28 ½” – apertura 70”, allungo 27 ½”

Questa formula è abbastanza esatta e calcola l’allungo con l’approssimazione di ¼” – ½”.
Le eccezioni sono relative a persone con problemi alle spalle o ai gomiti, o con dita o mani anormalmente lunghe o corte. Se la dita o la mano sono di grandezza diversa dalla media, occorre aggiungere o sottrarre all’apertura circa ½” per ciascuna mano. Per esempio, con dita corte e mano tozza aggiungere 1” (2 volte ½”); con dita lunghe e mano slanciata togliere 1” (2 volte  ½”)..
Tenere anche presente che se si tira usando una impugnatura con polso alto aggiungere 1” alla misura dell’allungo.

 

Un sovrallungo è distruttivo

Definito l’allungo AMO in questo modo, si ottiene la misura base del proprio allungo; è però sempre  necessario definire l’allungo personale, reale, con maggior precisione.

L’allungo reale infatti è determinato dalle caratteristiche del corpo dell’arciere, dal suo stile di tiro e dal punto di ancoraggio che egli usa. Usare un rilascio meccanico o effettuare il rilascio con le dita comporta una differenza nell’allungo. Generalmente il rilascio meccanico agisce come una estensione delle dita e quindi permette di allungare la corda in modo minore rispetto all’uso delle dita direttamente sulla corda: questa differenza può arrivare ad essere persino di due pollici. Anche l’ancoraggio fatto in modo diverso, davanti al mento o lungo la mandibola, comporta una differenza nell’allungo.

Operare quindi come indicato di seguito.

Aprire l’arco, con una freccia incoccata, nello stile che intendete usare e cercare di mettersi a proprio agio con l’ancoraggio che si pensa di utilizzare. Questo può richiedere un periodo di sperimentazione, specialmente le prime volte che si comincia ad usare un nuovo compound: l’aiuto di un arciere esperto può essere in questo frangente molto utile.

Quando si è aperto l’arco parecchie volte, arrivando sempre nella posizione che fa sentire a proprio agio, chiedere a qualcuno di mettere un segno con un pennarello sulla freccia in corrispondenza del centro del foro sul riser, dove è montato il rest. Questo segno dovrebbe essere direttamente sopra la presa della mano all’arco, dove questa tocca la parte più profonda dell’impugnatura.

La distanza fra questo segno e la rientranza nella cocca montata sulla freccia è la misura dell’allungo reale.

Normalmente i fabbricanti non indicano sui loro cataloghi e non prendono ordini usando la misura dell’allungo reale. La differenza fra allungo reale ed allungo AMO è pari alla distanza fra il foro dove è montato il rest ed il bordo posteriore (quello più lontano dall’arciere) del riser, che è generalmente pari ad 1 ¾”.

È importante definire esattamente l’allungo tenendo sempre presente che aumentare l’allungo comporta sempre più problemi che accorciarlo. L’arciere deve usare sempre l’allungo corretto, personale, ma se vuole, per motivi di qualsiasi tipo, scegliere di allungare o accorciare l’allungo del proprio arco, deve tenere presente che l’allungo più corto permetterà in ogni caso di ottenere uno score migliore.

Effetti provocati da un allungo eccessivo.

Il gomito del braccio alla corda scende verso il basso: così il controllo del tiro non è fatto coi muscoli della schiena (back tension) ma con la parte più alta della spalla. Spesso il polso è piegato, e questo provoca una eccessiva oscillazione della corda, con errori destra – sinistra.

 

                        

                                    

Un allungo esatto permette di avere il gomito nella posizione corretta, abbastanza alta e tale da permetterne il movimento in seguito alla contrazione dei muscoli della schiena (i romboidi, posti sotto il trapezio).

Il braccio all’arco è completamente disteso: arcieri destri spingono in questa situazione l’arco verso sinistra, provocando un errore verso sinistra. Poiché l’articolazione della spalla è un giunto a sfera ed il braccio è completamente disteso, non c’è gioco in questa articolazione. Così l’arco al rilascio non può che muoversi verso sinistra. Inoltre il braccio così disteso ha la tendenza a tremare facilmente: il muscolo deltoide che circonda la parte alta della spalla resta in tensione, e la tensione provoca movimento.

Un allungo esatto aiuta a posizionare la spalla all’arco in una posizione bassa e rilassata nell’articolazione (azione che usa principalmente lo scheletro e non i muscoli).

L’anca verso il bersaglio è spinta in avanti e la parte alta del corpo è arretrata (specialmente se si tira coi piedi avvicinati). Spesso il capo è spostato verso la corda, e questa posizione non può facilmente restare invariata tiro dopo tiro, il che provoca errori, specialmente nei tiri verso l’alto e verso il basso.

Un allungo esatto evita queste posizioni errate del corpo. I piedi devono essere tenuti aperti (alla larghezza delle spalle), le anche e le spalle devono essere allineate, le une sotto le altre; l’occhio che mira deve essere sopra la fibbia della cintura ed i bottoni della camicia devono essere su una linea diritta verso il basso quando visti di profilo.

La catena di reazione provocate da un allungo errato è debilitante. Il deltoide diventa il punto di rotazione ed il muscolo più importante per sostenere il peso dell’arco e controllarne la direzione. Questo provoca tensione nel braccio all’arco, e di conseguenza movimento nel mirino: per contrastare il movimento si è spinti ad irrigidire ancora di più il muscolo e/o a restare in mira più a lungo. Nello sforzo di controllare il momento esatto per il rilascio, lo si esegue comandandolo volontariamente.

Con l’allungo esatto la spalla sarà ben rilassata, il mirino sarà più stabile, la mente più calma, lo sgancio verrà fatto nel modo esatto.

Se si costruisce la propria forma di tiro basata sullo scheletro anziché sull’azione dei muscoli, si riuscirà a tirare bene, anche durante le gare. Quando si è nervosi per la gara, il corpo immette adrenalina nel sangue, che agisce sui muscoli, ma non sulle ossa.

Può essere difficile trovare l’esatta posizione della spalla “bassa, arretrata, rilassata” senza aiuto. Per farlo occorre sollevare l’arco senza alzare la spalla all’arco.

Atre osservazioni in merito

Con l’arco compound l’allungo dell’arco non è uguale alla lunghezza della freccia. Il rilascio meccanico provoca infatti una variazione nella misura dell’allungo rispetto alla misura della freccia.

Avere una posizione errata della visette è un errore grave, perché non solo ha influenza sull’allungo, ma comporta anche un ancoraggio non costante della mano alla corda sul viso.

Per sistemare l'altezza della visette: chiudere gli occhi, aprire l'arco eseguendo un ancoraggio comodo e sicuro, aprire gli occhi e sistemare la visette in modo che sia alla giusta altezza. Posizionare il mirino a metà della distanza dove si ritiene di tirare più spesso (si può mettere il mirino a 60 m: anche se si sarà meno comodi nei tiri più vicini la cosa non provoca difetti gravi). Ripetere più volte la prova con occhi chiusi e fissare la visette nella posizione definitiva. Prendere nota della distanza punto di incocco - visette per controllare se si muove nel tempo.

        

 

Formula per stabilire la lunghezza dell'arco

Si somma alla lunghezza fisiologica 12 pollici

ES: allungo 28"+12"=40"

La lunghezza ax-ax del nostro arco sarà =40

 

 

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